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1 Dicembar 2019

INTERVISTA AD ALESSANDRA AITA

TRATTI CHE LASCIANO IL SEGNO di Andrea Biban

Alessandra Aita è nata il 26.05.1983 a San Daniele del Friuli.
Dopo aver studiato presso l’Istituto Statale d’Arte di Udine, ha frequentato un corso professionale di grafica e si è da subito dedicata alla carriera professionale.
In seguito a brevi esperienze lavorative ha aperto il proprio studio operando nel campo della grafica pubblicitaria.
Da alcuni anni ha intrapreso la strada dell’arte seguendo le orme del padre, anch’egli artista contemporaneo.
Nelle sue realizzazioni riesce a trasmettere una forte energia espressiva che nasce da una profonda ricerca materica, da una nuova interpretazione dei suoi mezzi di lavoro professionale e da un’attenta analisi della società in cui viviamo.
Ha sempre avvertito il bisogno di esprimersi attraverso l’arte e fin da giovanissima ha sperimentato l’utilizzo di diversi materiali e tecniche per poi lasciarsi sedurre dalla scultura e dal legno. Nonostante la giovane età annovera diverse mostre collettive, personali e diversi riconoscimenti.

Come nascono le tue opere?
Gli studi e la formazione mi hanno dato le basi per preparare i bozzetti delle mie opere, poi avendo da sempre amato l’arte, in particolare la scultura, mi sono cimentata nel tempo all’utilizzo di diversi materiali quali l’argilla, il gesso, il polistirolo prima di trovare una perfetta simbiosi con il legno di recupero. Ho cominciato una decina di anni fa utilizzando singoli pezzi di legno per creare lampade artistiche poi sono passata alla scultura approfondendo la tematica del rapporto tra essere umano e natura. La natura è una inconsapevole artista è artefice di una bellezza poetica ed è proprio grazie ai suoi doni che riesco a dare vita a quello che ho dentro.

Tutto è iniziato…
…alcuni anni fa durante le passeggiate lungo il greto del fiume Tagliamento mi sono imbattuta in un pezzo di legno contorto e smussato dall’acqua. Ho deciso di raccoglierlo con il pensiero di farne poi qualcosa. Così è nata la mia prima lampada artistica. Questo materiale lo considero ricco di energia, mi affascina particolarmente il mistero del suo passato e la storia del suo viaggio di trasformazione. Assemblandolo attraverso le mie opere cerco di raccontarne un’altra storia diversa, quella del mio mondo interiore dei miei pensieri delle mie riflessioni.

Nuove forme e altri significati
I rametti di legno vengono in gran parte dal greto del fiume. Sono legni già lavorati dall’acqua e dagli agenti atmosferici. Mi affascina l’idea di raccogliere un materiale logorato per dargli nuova vita. Ogni singolo pezzetto nasconde una storia misteriosa, forse secolare. Utilizzo pezzi di alberi destinati alla disgregazione, ma riportati in vita dall’arte per assumere nuova forma e altri significati. Mentre lavoro mi piace immaginare da che luogo provenga e da che pianta si possa essere staccato e il fatto di ridargli vita e una nuova funzione è molto piacevole. Mi piace trasmettere un messaggio profondo sulla condizione umana, in cui ci sia sempre speranza, un segno, una luce.
Qual'è la tua opera preferita?
Sicuramente "Libera" con cui rappresento questa figura femminile che cammina, che avanza verso il futuro, verso la vita.. trasmettendo un senso di leggerezza, di movimento... quasi un voler perdersi nel vento... sentendosi libera... liberarsi dal superfluo... dilatando quasi il suo corpo... dove la forma e i limiti del suo corpo paiono non esistere.

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